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Tra Italia ed Europa con i nostri artisti nella storia

Passeggiando per le vie dei nostri borghi a tutti è capitato di notare abitazioni decorate e visitarne le chiese; tutti edifici affrescati finemente, adornati da bellissimi stucchi e con architetture senz’altro di rilievo per un’epoca storica in cui le nostre Valli del Ceresio versavano in enorme miseria e povertà. Basti pensare che i nostri avi erano così poveri che San Carlo Borromeo, durante la sua seconda visita pastorale, colpito dalla condizione del popolo, ordinò che agli abitanti fossero donate piantine di mais di modo che ne potessero iniziare la cultura. In onore al Santo che ci diede pane e polenta, venne coniato un nome dialettale per questo cereale che ancor oggi viene utilizzato: il “carlon”.

In tale contesto di indigenza molti dei nostri compaesani decisero, come capita oggi a tanti altri, di abbandonare i loro monti, le valli e il lago per andare in cerca di fortuna in giro per l’Italia e l’Europa.

Il bagaglio che portavano con loro era misero quanto notevole: poco cibo e la loro innata capacità di progettare, scolpire e dipingere, tutte qualità apprezzate dalle corti e dai committenti dell’alto medioevo e del rinascimento.

Roma, Genova, Milano, Venezia, Brescia, Vienna, Praga e Salisburgo sono solo alcune delle città che custodiscono opere dei nostri storici concittadini; essi non scordarono mai la nostra terra tanto che, ogni volta che tornavano a casa, lasciavano segno del loro amore: chi costruiva una chiesa, chi ne affrescava muri e ne adornava gli interni, chi costruiva ponti, piazze ed acquedotti.

Uomini delle nostre valli tanto abili nella lavorazione del legno e dello stucco, nell’architettura e nell’edilizia da essere ufficialmente riconosciuti come Maestri, Magistri Antelami o Intelvesi, con il permesso di muoversi liberamente tra i vari stati per compiere le loro opere. Grazie a questo riconoscimento, poterono aprire botteghe, insegnare il loro sapere ed essere contemporaneamente richiestissimi artisti presso le più prestigiose signorie, ducati e corti dell’Europa di quei tempi.

Benedetto Antelami, della Valle D’ Intelvi, è stato attivo principalmente in Emilia Romagna tra il XII e XIII sec.

L’artista ha segnato il passaggio tra romanico e gotico in Italia, essendo il primo architetto e scultore italiano a registrare il cambio di rotta dall’equilibrio romanico alla spinta verticale tipica del gotico. Tra le sue opere ricordiamo lavori nel Duomo di Parma, tra cui la “Deposizione(foto qui a fianco), e la “Madonna con il Bambino” nella Cattedrale di Fidenza.

Andrea Bregno, di Osteno, è stato un eccelso scultore e progettista rinascimentale, attivo soprattutto nella città di Roma, dove realizzò, tra le altre cose, l’altare maggiore di S. Maria del Popolo e la transenna interna della Cappella Sistina. Anche l’altare maggiore del Duomo di Siena è opera dello scultore, la cui fama è stata nel tempo oscurata da Michelangelo, suo contemporaneo. L’ esimio artista fiorentino fu ammiratore e si dice allievo presso la bottega di Roma del Bregno. I due collaborarono alla realizzazione dell’altare Piccolomini nell’ omonima cappella del Duomo di Siena (foto a a destra).

Il Mendico Lazzaro_Pagani_San Pietroburgo

Paolo Pagani, di Valsolda, è ricordato come pittore di estrema bravura attivo soprattutto a Venezia. Diverse tele oggi si trovano in molte parti d’Europa, dalla Germania fino alla Russia, mentre in laguna rimangono solo due quadri con le Storie di Abramo. Nel 1696 ritornò nella sua Castello per affrescare la volta della chiesa di S. Martino con un capolavoro di pittura scenografica, fra i più interessanti del barocco in Lombardia.

In oltre cinquecento anni di attività, le opere e i nomi degli artisti delle Valli del Ceresio si sono accumulate in un lunghissimo elenco, di cui Antelami, Bregno e Pagani sono solo tre fra i più illustri esempi.

Scopriamo la nostra storia attraverso l’arte e le opere di coloro che qui ci hanno preceduti, facciamoci ispirare dal loro spirito avventuriero e dalla loro immaginazione, in un viaggio che come allora parte dalle valli Ceresio per portarci chissà dove.

Nasce così la Rubrica… “La Voce degli Artisti del Ceresio”.

Autore

Redattore - Turismo, Territorio Area Ceresio e Valle Intelvi & Claino Con Osteno. Scrivi una mail a melania.pizzagalli@lavocedelceresio.it

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“La Voce del Ceresio” è un progetto editoriale, un portale di informazione territoriale, culturale, ludico-ricreativa, che darà spazio a tutte le associazioni, gli enti comunali e non, le istituzioni, le imprese e le attività sul territorio del Ceresio, con particolare riferimento a Porlezza e i dintorni delle immediate vicinanze.

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