Tracce di Confine 2026: la Banda di San Bartolomeo porta la musica sul Passo San Lucio

C’è un luogo, tra Italia e Svizzera, dove il confine non ha mai rappresentato soltanto una separazione. È il Passo San Lucio, a 1.541 metri di quota, tra la Val Cavargna, la Val Rezzo e le valli ticinesi, crocevia di storie, incontri, lavoro, fede e amicizie che attraversano le montagne da generazioni.

Proprio qui, domenica 28 giugno alle ore 14.30, il Corpo Musicale Santa Cecilia di San Bartolomeo Val Cavargna proporrà Tracce di Confine 2026, un concerto pensato per celebrare il legame profondo che unisce le comunità delle due sponde della frontiera. In caso di maltempo, l’evento si terrà alle ore 16.00 nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Val Cavargna.

«San Lucio è il luogo ideale per raccontare ciò che siamo. Qui il confine divide due Stati, ma da sempre unisce le persone. Le amicizie, la fede, il lavoro e la musica hanno attraversato queste montagne molto prima che esistessero le frontiere moderne. Con “Tracce di Confine” vogliamo ricordare proprio questo: che la musica, come l’amicizia, non conosce barriere», spiega il presidente della Banda, Lino Mancassola.

Il concerto vedrà protagonista il Corpo Musicale Santa Cecilia, formazione composta da circa 35 elementi diretti dai maestri Giorgio Bari e Massimiliano Mazza, con la partecipazione della Scuola Allievi del Corpo Musicale.

La scelta del Passo San Lucio nasce da una storia di relazioni che il sodalizio bandistico coltiva da decenni con il Canton Ticino e con la Svizzera. Dalla partecipazione alla Festa della Vendemmia di Lugano e alla Bacchica di Bellinzona, fino alla presenza ormai tradizionale alla processione del Corpus Domini di Morcote, passando per gli scambi culturali con associazioni svizzere e i numerosi rapporti di amicizia costruiti negli anni.

Ma il significato dell’iniziativa affonda le proprie radici ancora più lontano. Per le popolazioni di queste valli il confine ha sempre fatto parte della vita quotidiana: lo hanno attraversato pastori, lavoratori, contrabbandieri, studenti e famiglie. Storie diverse che hanno contribuito a costruire un’identità comune, capace di andare oltre le divisioni amministrative e politiche.

Non è un caso che il concerto si svolga proprio accanto al Santuario di San Lucio, figura particolarmente cara alle comunità alpine. Un umile pastore diventato santo per devozione popolare, simbolo di una spiritualità semplice e profondamente radicata nella vita delle montagne.

In questo scenario di straordinaria bellezza paesaggistica e valore storico, la musica diventa il linguaggio ideale per celebrare ciò che unisce. Le note si diffondono oltre le creste e le vallate, attraversano il confine senza chiedere permesso e ricordano che esistono legami che nessuna barriera può contenere.

Tracce di Confine 2026 vuole essere proprio questo: un pomeriggio di musica, memoria e incontro, nel segno di una montagna che continua a essere luogo di dialogo tra comunità vicine per geografia e unite da una lunga storia condivisa.

Marco Baruffato

Direttore - Associazioni, Cultura ed Eventi. Scrivi una mail a direttore@lavocedelceresio.it

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