Cosa si può e non si può fare, dopo i nuovi decreti?

Ieri il presidente del consiglio ha emanato il nuovo Dpcm (Decreto del presidente del consiglio) che di fatto chiude le attività produttive non essenziali su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, la sera prima il Governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana aveva a sua volta emanato un’ordinanza per limitare alcune libertà personale ed imporre altre misure restrittive, al fine di diminuire la curva del contagio da Covid19.

In questo groviglio, normativo e costituzionale (a cui aggiungiamo l’ordinanza di ieri dei ministri di Salute e interno), cerchiamo di fare chiarezza su cosa si può e non si può fare. O su quali attività o meno debbano aprire.

MISURE INTRODOTTE DAI DECRETI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (regole valide fino al 3 aprile)

  • Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 (la norma prevede diverse eccezioni e la possibilità per chi fa parte della filiera delle attività nell’allegato 1 [Vedi in fondo all’articolo] di rimanere aperto comunicandolo alla Prefettura)
  • È fatto divieto a tutte le persone di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute (per quanto riguarda la “spesa”, si può uscire dal proprio comune se al suo interno non c’è la possibilità di reperire tutti i beni di prima necessità, come chiarito anche dalla prefettura di Como e da altre prefetture lombarde)
  • Non è più consentito lo spostamento in “seconde case”

Aggiornamento del 24 marzo 2020, ore 16.30

Di seguito pubblichiamo una mail ricevuta dalla prefettura di Como con alcune risposte precise in merito agli spostamenti legati alla spesa.

MISURE VALIDE SOLO IN LOMBARDIA, COME DA ORDINANZA DEL 21 MARZO (regole valide fino al 15 aprile)

  • Vietati assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici e in caso di contravvenzione sarà comminata sanzione di € 5.000
  • Sospensione attività lavorativa per operatori sanitari con temperatura corporea oltre 37,5°
  • Sospensione dell’attività lavorativa nelle amministrazioni pubbliche fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità
  • Divieto di accesso nelle sedi degli enti pubblici con temperatura corporea oltre 37,5°
  • Chiusura delle attività degli studi professionali salva quella di servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza (prevale la norma regionale perché più restrittiva del decreto)
  • È disposto il fermo delle attività nei cantieri, previa concessione del termine per la messa in sicurezza
  • Sono sospese le attività artigianali di servizio ad eccezione dei servizi di pubblica utilità o indifferibili e di quelli necessari al funzionamento delle unità produttive rimaste in attività
  • Chiusura delle strutture ricettive (salvo che per l’accoglienza operatori sanitari e sedi reparti Covid-19) con obbligo per gli ospiti di lasciarle entro 72 ore
  • Non è consentito svolgimento sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non in prossimità delle proprie abitazioni

Dpcm 22 Marzo

Ordinanza Regione Lombardia 21 marzo

ALLEGATO 1 (Citato in precedenza) dpcm_20200322_allegato_1

Per completare, aggiungiamo anche una tabella riassuntiva redatta da Confartigianato, e facilmente scaricabile tabella-comparativa_23.03.2020

Visto la particolare località in cui ci troviamo, ci pare doveroso aggiungere le restrizioni che sono state adottate nel vicino Canton Ticino

MISURE VALIDE SOLO IN CANTON TICINO

  • Chiusura di tutte le attività commerciali, eccezion fatta per i servizi di distribuzione di cibo
  • Chiusura di tutti i cantieri
  • Divieto di ingresso in Ticino (Salvo che per motivi di lavoro)
  • è consentito l’accesso ai lavoratori transfrontalieri, la cui attività risulta aperta secondo le disposizioni cantonali

Come ogni notizia in questa drammatica emergenza, anche questo articolo è in costante aggiornamento vista la continua evoluzione della situazione normativa e medica. Dal canto nostro stiamo cercando di dare informazioni il più corrette  e verificate possibili, chiedendo sempre a più fonti e documentandoci in modo costante.

Paolo Muttoni

Redattore - Amministrazioni e Territorio. Scrivi una mail a paolo.muttoni@lavocedelceresio.it

5 pensieri su “Cosa si può e non si può fare, dopo i nuovi decreti?

  1. LE CHIEDO CORTESEMENTE,IO ABITO A GRONA(GRANDOLA ED UNITI) POTREI RECARMI A CARLAZZO PER LA SPESA E A PORLEZZA PER ALIMENTI ADATTI A INTOLLERANZE,NON ESSENDO “LIMITROFI”LA RINGRAZIO E BUONA GIORNATA.

    1. Salve Giorgio, per quello che ci è dato sapere si deve optare per il comune più vicino che fornisce un punto vendita. In linea di massima direi di sì. Se lei ha necessità particolati soprattutto. Se dovesse avere dubbi comunque non esiti a contattare le forze dell’ordine per conferma, spiegando la sua situazione.

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