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Festa dei Mulini del Telo: la sesta edizione

Festa dei Mulini di TeloLa Valle Mulini sotto il centro abitato di Dizzasco, è un vero e proprio museo di architettura naturale a cielo aperto, immersa nel verde incontaminato, ad un passo dal torrente Telo e in prossimità̀ di un antico ponte romanico. In questa splendida location, che un tempo fu punto di comunicazione tra i due versanti più orientali della Valle Intelvi, sabato 11 agosto dalle 10:30 alle 18 verrà ambientata la sesta edizione della Festa di Mulini del Telo. La manifestazione, – organizzata dall’associazione Amici di Dizzasco e Muronico in collaborazione con l’amministrazione comunale, la Comunità Montana, col patrocinio del BIM e di Appacuvi-, propone un ricco programma di eventi culturali, sportivi ed enogastronomici e soprattutto costituisce un’occasione imperdibile per visitare e riscoprire gli antichi mulini, un tempo centri vitali delle comunità contadine.

Ora arricchita da un’area attrezzata e ottimizzata, denominata Parco del Telo che ha saputo valorizzare in anni recenti un angolo di territorio davvero unico, nella zona adiacente al ponte romanico sul fiume, la festa dei Mulini si dipana attorno ad un meraviglioso tratto del Telo che sfocia in Argegno; sito in posizione centrale e di facile accesso, le sue acque per diversi secoli sono state utilizzate per azionare i numerosi opifici, concentrati in gran parte lungo il suo tratto finale: a questo si deve il nome della Valle, la Valle dei Mulini, appunto. Nella Val Mulini, oggi, i si trovano i resti di quattro mulini, due magli e un incannatoio (dove si preparavano le spolette da mettere nei telai per la tessitura della seta): anche la bachicoltura era, infatti, una risorsa importante.

IN PROGRAMMA: LA VISITA AI MULINI E… MOLTO DI PIÙ

Il programma della manifestazione è molto ricco e variegato: tavoli tematici sulla storia della civiltà contadina, degustazioni di cibo tradizionale, visite guidate agli antichi mulini del Telo ed esposizione di due plastici (un mulino ed un maglio) opera di Antonio Molinaro. La festa è una delle rare occasioni per visitare i mulini anche all’interno: alcuni risalgono al XVII secolo! Questi luoghi erano il centro catartico della vita dei paesi fino a qualche decennio fa. Alcuni opifici sono ancora perfettamente conservati e parzialmente attrezzati con gli originali meccanismi.

Dalle 14 alle 16, lo staff dell’associazione accompagnerà i turisti, suddivisi in gruppi, nelle visite: dapprima, allo storico mulino Traversa; dopo una breve camminata lungo il fiume Telo, si giungerà al Mulino Teresa e poi al Mulino della Rumilda. Tra le varie attività a corredo di una giornata che amalgama tradizione e cultura, la scrittura medievale, gli scacchi, l’intreccio del nocciolo e i prodotti a chilometro zero; inoltre, la cardatura della lana, i produttori (formaggi locali e salumi, i derivati del latte d’asina, il miele), l’esposizione di abiti d’epoca e degli attrezzi da lavoro.

Sin dal mattino, i Falconieri di Sua Maestà terranno un laboratorio di falconeria ed esporranno al pubblico i rapaci diurni e notturni, cui seguirà lo spettacolo ed il battesimo del guanto; gli Arcieri Medioevali del Drago Alato del Palio Storico di Cernobbio in costume d’epoca si esibiranno in uno spettacolo di gare di tiro all’arco tradizionale e terranno un corso di tiro con l’arco per grandi e piccini. Puntuale l’angolo della tradizione con il Gruppo Folkloristico San Bartolomeo Val Cavargna ed il cafè del pignatin. Filastrocche e leggende dialettali alle 17.30.

UNA FESTA DI RISCOPERTA DEGLI OPIFICI ED UN VOLUME IN RISTAMPA

Spiega Rina Bernasconi, presidente dell’associazione “Amici di Dizzasco e Muronico”: «Oltre ai mulini, anche l’antico “canatòri” (l’incannatoio della seta) funzionava a forza idraulica e si trovava ove oggi c’è il campo sportivo: distrutto da un incendio, non ne resta nulla. Il giorno della festa dei Mulini verrà presentata una rara immagine, in cui si intravedono le poche pareti rimaste dopo l’incendio. L’incannatoio della seta fu, di fatto, la prima “fabbrica” della Valle, quando si viveva anche di bachicultura».

Storicamente la Val Mulini ha costituito il luogo ideale per l’insediamento di strutture produttive ad energia idraulica; oltre alla fucina ed ai mulini, recentemente restaurati, restano sul terreno tracce di altre strutture e dell’ingegnoso sistema di canalizzazione delle acque che ne permetteva lo sfruttamento convogliandole fino alle varie ruote idrauliche. Prosegue la Bernasconi. «Purtroppo di alcuni opifici ora ci sono solo tracce, altri sono stati trasformati in abitazioni o destinati ad altro uso».

Ma questo patrimonio culturale è ancora oggi presente sul territorio: al fine di non disperderne memorie e le preziose di informazioni storiche, L’Associazione Amici di Dizzasco e Muronico ha curato la ristampa del volume “Val d’Intelvi – opifici a forza idraulica”, pubblicato dalla CMLI (Comunità Montana Lario Intelvese) con il coordinamento del prof. Bruno Gandola e descrive il funzionamento della Fucina Patriarca e del Mulino Traversa. Conclude la Bernasconi: «Le foto presenti nel volumetto hanno fermato il trascorrere del tempo, permettendo al lettore di apprezzare la maestria dei costruttori, e di immaginare l’importanza della funzione degli opifici nell’economia locale, che per centinaia di anni in Valle Intelvi è stata prettamente agricola».

Scopo della ristampa è impedire che questo patrimonio culturale non sia solo occasione per una lettura emotiva, ma diventi il mezzo per instaurare e rendere vivo nei giovani della Valle, nei visitatori anche stranieri e in coloro che la vogliono possedere, quel legame con il passato che le modificate situazioni socio- economiche ha cambiato nel tempo.

Ulteriori informazioni al 338/1778029 oppure email: amici.dizzasco.muronico@gmail.com.

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Redattore - Associazioni, Cultura e Valli. Scrivi una mail a stefania.pedrazzani@lavocedelceresio.it

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