Soffietto lo gnomo allergico al verde: la favola di Elisa

Oggi facciamo una chiacchierata con Elisa Grassi, autrice del suo primo libro fantasy, una favola dedicata a uno gnomo speciale, “Soffietto, lo gnomo allergico al verde”.

Elisa, classe ’92, umanista e scrittrice in erba da un lato, sportiva e karateka, dall’altro. Queste due anime che potrebbero sembrare così distanti coesistono in lei.

Raccontaci un po’ di questa dicotomia, Elisa, che certamente prevede tanto impegno e tanti sacrifici, così nello sport come nello studio. Come e quando nascono in te le passioni per questi due mondi?

«Ciao Marco, che piacere fare questa intervista. Allora, in realtà secondo il mio modo di vedere, non sono poi così distanti. Il Karate rafforza il corpo e il carattere, rende chi lo pratica forte, sotto molti punti di vista. Il fantasy invece mi aiuta a sentirmi libera, mi permette di evadere dalla realtà per rifugiarmi nei miei mondi preferiti, sia che scrivo o che leggo. È nato da prima l’amore per il karate, essendo il mio babbo un maestro, mi ha trasmesso da subito la passione per questa arte. La fatica e il sacrificio durante gli allenamenti che si trasformano in gioia ad ogni miglioramento. Sono stata davvero fortunata. La passione per il fantasy, invece, nasce da bambina ma un po’ più tardi, ero e sono sempre stata affascinata dalla possibilità di mondi paralleli in cui poter vivere meravigliose avventure».

A giugno di quest’anno arriva la laurea Magistrale in Lettere Classiche e Moderne presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con una tesi dal titolo “L’Evoluzione del genere fantasy. Da Tolkien alle eroine del nuovo millennio”.

Tre domande sorgono subito spontanee.

La prima: da dove nasce questo tuo amore per il fantasy, che tu stessa hai definito il tuo argomento preferito e la tua materia?

«Dunque, risale alla mia infanzia. Avevo sì e no 10 anni e ho scoperto il fantasy con Harry Potter, è stato amore a prima vista.  Poi ho continuato su questo genere, leggendo e scrivendo di tanto in tanto, scoprendo così quanto vasto fosse il mondo fantastico. Quindi ecco, è sempre stato per me, una seconda casa. Ovviamente leggo anche altri generi, ma diciamo che il fantasy lo prediligo».

La seconda: quali sono i tuoi modelli contemporanei di scrittori e perché?

«Due sono i miei scrittori preferiti. Silvana De Mari è una scrittrice fantasy italiana. Viene definita “il Tolkien Italiano”. Silvana sviluppa ogni suo romanzo toccando temi delicati di cui si fa fatica ancora parlare, inoltre è ironica e i suoi libri sono non solo divertenti ma anche molto profondi. Ma adoro anche altri scrittori, uno è Ken Follet, dalla cultura storica pazzesca. Ha una scrittura fluida e chiara. Le sue descrizioni e i fatti narrati sono così vivi che sembra di vederli proprio. Quindi ecco, loro sono i modelli a cui mi ispiro».

La terza: mi incuriosisce una cosa specifica del titolo. Quali sono queste eroine del nuovo millennio? Puoi parlarcene brevemente?

«Sì certo. La mia tesi si occupava, come lavoro pionieristico, dell’evoluzione del genere fantasy. Si vede come con il passare del tempo questo genere sia cambiato, mutando a seconda del periodo storico. Questo infatti è senza alcun dubbio il periodo in cui la donna emerge. Il femminismo ha svolto una parte importante  in tutto ciò, infatti è proprio in questi decenni che nasce la figura della donna come eroe e protagonista principale.  Per questo il titolo è “le eroine del nuovo millennio”. Anche con Tolkien e Lewis abbiamo donne-guerriere, ma non come le sole e uniche protagoniste del romanzo. A volte sono personaggi secondari e altre co-protagoniste di eroi maschili, ma mai indipendenti. Adesso è ben diverso. La stessa Silvana De Mari, oppure Licia Troisi e altre scrittrici e scrittori hanno narrato le loro storie con protagoniste femminili. Siamo entrati nell’era delle donne-eroe».

Soffietto lo gnomo allergico al verdeOra veniamo al presente. È uscito da poco “Soffietto, lo gnomo allergico al verde”.

Quando hai maturato l’idea di scrivere una favola fantasy dedicata proprio a uno gnomo?

«Mi serviva un personaggio in cui bambini e bambine potessero facilmente immedesimarsi, con una fatina avrei raggiunto sicuramente le bambine ma non i maschietti. Con Soffietto sono riuscita a parlare a entrambi. Soffietto è nato, si può dire, quasi spontaneamente. Avevo necessità di parlare ai bambini lasciati soli ed emarginati. A coloro che per malattie o malformazioni genetiche sono lasciati in disparte. Ecco, io volevo dirgli e urlargli  che sono speciali, loro più di altri! Che sarebbero stati i loro difetti a renderli unici. Così è nato uno gnomo, che vive in un bosco e in un villaggio in cui tutto è verde… e lui ne è allergico. Ma più di tutto volevo far “scuotere” i cosiddetti “abitanti del villaggio” che lo deridono e lo allontanano. Sono loro la parte che va sensibilizzata, coloro che devono capire che il diverso non è “marcio” ma “prezioso”».

Tu stessa hai definito la storia di Soffietto una storia inclusiva, la storia degli ultimi. Lo gnomo è escluso dalla società a causa della sua strana allergia, ma sarà proprio questa sua particolarità a renderlo un eroe.

Cosa intendi? Si sa che tutte le favole hanno una morale, solitamente. Qual è la morale della tua favola? Puoi raccontarcelo senza spoilerare il libro?

«Soffietto, lo gnomo allergico al verde è una storia inclusiva. Mi piace definirla “la storia degli ultimi” di coloro che, all’interno di un qualsiasi contesto sociale, non vengono minimamente presi in considerazione. Che sia in classe, o al lavoro o tra compagni… ecco Soffietto rappresenta queste persone. Il mio intento era quello di valorizzarle, infatti hanno caratteristiche che li rendono unici e quindi preziosi. Soffietto, questo posso dirlo, non guarirà magicamente dalla sua tremenda allergia, come succede nelle storie più classiche, ma imparerà a conviverci e trasformare il difetto in un punto di forza».

Ultima domanda. Quali sono i progetti futuri o i sogni nel cassetto di Elisa la scrittrice?

«I progetti sono tanti. Ho tantissime idee e favole già abbozzate pronte per nascere. Per adesso diciamo che continuerò con le storie inclusive per bambini, ci sono diversi protagonisti ed ognuno con una caratteristica diversa. Mi stanno chiedendo di fare altri racconti su Soffietto, i bambini vorrebbero sapere come si trova e come sarà la sua nuova vita, ma per adesso devo dare la precedenza ad un altro protagonista… di cui non posso rivelarvi assolutamente niente… ma uscirà molto presto»!

Chiudiamo l’articolo non solo con un grosso in bocca al lupo ad Elisa per il suo futuro…ma anche suggerendovi di acquistare il suo libro, perché questa ragazza merita davvero il nostro sostegno e la storia si legge da sola! 

Arrivederci alla prossima storia Elisa! Acquista qui.

Marco Baruffato

Direttore - Associazioni, Cultura ed Eventi. Scrivi una mail a direttore@lavocedelceresio.it

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