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Mostra Samurai Lugano: al Musec dal 4 maggio

Mostra Samurai Lugano: riapertura anticipata per il MUSEC

Mostra Samurai Lugano«Il samurai. Da guerriero a icona» è il titolo della mostra temporanea che segna il ritorno sulla scena luganese di Villa Malpensata, oggi sede del MUSEC – Museo delle Culture.

Dal 4 maggio al 26 agosto 2018, nello Spazio Cielo al terzo piano del MUSEC i visitatori potranno compiere un affascinante viaggio a ritroso nel tempo, scoprendo i diversi volti dei valorosi guerrieri giapponesi.

Si tratta di un grande ritorno, importantissimo per la città di Lugano, come testimoniano le parole di Roberto Badaracco, titolare del Dicastero cultura, sport e eventi che descrive la Fondazione, proprietaria del Museo, come «circoli virtuosi di collaborazione che porteranno a un rafforzamento delle istituzioni, una crescita dettata proprio dalle donazioni dei privati e dall’uione fra pubblico e privato. Grazie a questa nuova realtà possiamo fregiarci di un centro culturale importantissimo per Lugano e – chiude Badaracco – d’altra parte sono convito che oggi si apra una bellissima pagina nuova anche per il Museo delle Culture».

Durante la conferenza stampa di presentazione è intervenuto poi il direttore del Museo, il professor Francesco Paolo Campione che ha sottolineato due aspetti molto importanti di questa riapertura anticipata del Musec (a un anno dal suo “ritorno ufficiale” previsto per 2019).

«Questo è un assaggio nello Spazio Cielo,  un assaggio che serve a cominciare a riavvicinare gli esperti, gli srudiosi, gli appassionati e persino l’intera cittadinanza al museo. Nello Spazio Cielo ospiteremo solo collezioni e collezionisti, per dedicare spazio a coloro che ci hanno sostenuto e ci hanno donato tantissime opere in questo anni, oltre 20.000. Senza collezionisti non ci sarebbero musei, spesso ce lo dimentichiamo. Noi non solo non ce lo dimentichiamo ma lo vogliamo sottolineare».

Quello che più conta poi è un accenno al nuovo concetto di museo che propone il nuovo MUSEC. «La seconda parola sui cui voglio porre l’accento è speficifazione, o meglio complemento di specificazione. I samurai avevano le armature, c’erano le stampe, c’erano le fotografie. I Samurai sono anche film. Samurai è un’icona dell’umanità. Oggi un museo non può più avere complementi di specificazione. Una volta c’erano “i musei di..”, ma nel 21esimo secolo si deve andare in un’altra direzione, quella di un museo senza complementi di specificazione. Si potrebbe dire “Museo Totale”, se non fosse un modo di definirlo troppo anni ’20. Sono scomparsi i confini fra gli uomini, fra le culture e ora stanno sparendo quelli fra le cose. Questo porterà alla scomparsa dei musei come li conosciamo noi. E noi vogliamo essere fra i primi a sperimentare questa nuova forma di museo. In questo senso faremo qualcosa anche per la città di Lugano, perchè saremo forieri di questa nuova visione di Museo».

“Il samurai. Da guerriero a icona”: la mostra samurai lugano

Mostra Samurai LuganoUn viaggio da condurre lungo un sorprendente percorso, contrassegnato da una selezion e di opere che illustrano in particolare l’immagine dei samurai attraverso i secoli e permettono di accostarsi con maggiore consapevolezza al peculiare codice di valori alla base dell’arte della guerra e della filosofia di vita di questi uomini in armi.

Punto di partenza dell’esposizione temporanea saranno le armature dei samurai, opere sacre e identitarie dei guerrieri nipponici, in alcuni casi veri e propri capolavori di manifattura in cui sono racchiuse al contempo
conoscenze tecniche e qualità estetiche di altissimo livello.

Saranno messe in mostra per la prima volta le dieci armaturegiappone si donate al MUSEC da Paolo Morigi, fine collezionista di arte etnica e sostenitore del Museo fin dalla sua fondazione.

L’esposizione è completata da stampe xilografiche giapponesi (ukiyo-e) risalenti al XVIII e XIX secolo e da fotografie all’albumina dipinte a mano della Scuola di Yokohama, prodotte tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti del
Novecento.

«Il focus è in realtà un plurifocus. – spiega Moira Luraschi, curatrice della sezione di arte dell’Estremo Oriente del Museo delle Culture di Lugano. «Ci sono più cose che ricostruiscono soprattutto le differenze fra quelle che sono le realtà storiche e l’immaginario».

La dottoressa spiega sintenticamente centinaia di anni di storia, per dare un’idea di quanto si cela in realtà dietro la mostra. «I samurai nel corso della storia, intorno al 1300, diventano di fatto i padroni del Giappone, veri detentori del potere. Nel 1600 vennero pacificati e riconvertiti a amministratori locali; a loro veniva richiesto di mettere la stessa passione che mettevano nella guerra in altre cose, in particolare proprio nell’amministrazione. Il samurai rimane però per tutti il guerriero, nel teatro kabuki e nelle stampe del teatro kabuki e in quelle che ritraggono i guerrieri storici. Con la costituzione Meiji del 1889 crolla il mondo dei samurai, con l’avvento dei principi democratici di uguaglianza. La costruzione dell’immaginario sui samurai viene esportato in occidente proprio in questo periodo. Il bushido in quegli anni diventa sinonimo dell’anima del Giappone, con lo sviluppo di quel nazionalismo che porterà a molti eventi storici come la seconda guerra mondiale. Vi è una rielaborazione etica ed iconografica del samurai, portata avanti in mille modi diversi».

La mostra è quindi l’esito di un progetto di ricerca non banale che, partendo da un flusso ininterrotto di opere d’arte molto diverse tra loro (armature, stampe, fotografie, film, cartoni animati), svela passaggi simbolici e fa comprendere come il samurai contemporaneo sia non tanto l’erede diretto dell’antico guerriero quanto la proiezione di un’immagine connotata storicamente.

Organizzazione, orari e costi

La mostra è aperta al pubblico dal 4 maggio al 26 agosto 2018.

Gli orari di apertura sono i seguenti: tutti i giorni dalle 14.00 alle 18.00, chiuso il martedì.

Il costo del biglietto è di 5 Fr. Gli under 16 entrano gratis, mentre coloro che vogliono diventare sostenitori del MUSEC possono fare un offerta pagando un biglietto dai 10 Fr. in su.

La mostra è collegata a una serie di eventi che si terranno fino a sabato 23 giugno. (Consulta qui il calendario eventi)

 

 

 

 

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